Parlo spesso di come interpreto il mondo, la mia opinione sulle opinioni altrui e la mia personale visione "alterata" delle cose. Mi piace scrivere, sebbene io non sia uno scrittore, è un modo per sfogarsi. Sarebbe bello essere abbastanza eruditi per poter fare una scrittura piena di citazioni famose ad effetto, ma purtroppo non ne conosco.
E' bello invece guardarsi intorno e scrutare gli avvenimenti, gli eventi che ti scuotono la vita e che comunque in un modo o nell'altro ti fanno pensare, riflettere su un passato che ormai non c'è più, un passato che però ancora influenza la realtà nella quale ci troviamo. Ieri ricorreva il quarantunesimo anniversario dalla scomparsa di Jim Morrison, leader dei Doors, poeta e un vero e proprio simbolo della rivoluzione degli anni sessanta.
Beh i Doors mi sono sempre piaciuti ma per Jim Morrison ho sempre avuto un'ammirazione particolare, era lui l'anima selvaggia del gruppo, l'anima selvaggia di quegli anni. Con il suo stile di vita al limite, le sue esibizioni pazzesche in abiti di pelle sui palchi di tutto il mondo, le invettive e i monologhi rivoluzionari contro tutto ciò che rappresentava l'autorità e i fan in delirio che in stato di completa estasi provocavano danni incredibili.
Ma parliamo di Jim Morrison, l'uomo che si definiva il Re Lucertola: "I'm the lizard King, I can do anything"...e si lui, Jim, faceva davvero di tutto fregandosene di tutti. Non era uno scapestrato come si può pensare, anzi era uno studente modello, un divoratore di libri e possiedeva una cultura letteraria incredibile.
Ed è stato dopo aver letto tutti quei libri, forse vittima della realtà visionaria descritta dai vari William Blake, Friedrich Nietzsche e Arthur Rimbaud suoi veri e propri numi tutelari, che è cambiato diventando l'animale selvaggio da palcoscenico, il leader che quasi mai riusciva a portare a termine i suoi concerti per le condizioni in cui arrivava sul palco.
| "La vera poesia non dice niente, elenca solo delle possibilità, apre tutte le porte, e voi potete passare per quella che preferite." Ma non sono uno storico e questo è solo un excursus su tutto ciò che "il re lucertola" o "Dioniso incarnato" è stato nonostante tutto un simbolo per milioni di giovani che ora sono diventati adulti e tutt'ora rappresenta un idolo per i ragazzi che come me sono affascinati dalla musica di un tempo e non dalle mode e lo sarà anche per le generazioni future. Morrison con la sua voce suadente mista alle note del blues rock psichedelico originale delle tastiere di Manzarek e la chitarra di Krieger ha creato qualcosa di magico che ha appassionato e ancora appassiona e attrae. Quelle note quasi misteriose, misteri che Jim portò con se in quella notte del 3 luglio 1971 a Parigi. A lui è stata destinata una morte che sa di leggenda, molti storceranno il naso ma anche la sua morte ha qualcosa di magico e lasciatelo credere ad uno che vuol sognare, ad uno che ignora l'evidenza e crede nel sogno, ad uno che non vuol far caso ai vizi, alle trasgressioni esasperate...uno che vuole soltanto farsi cullare da quelle note dolci e da sogno, quelle note che portano lontano, in quei luoghi, in quei deserti psichedelici che solo la mente di un genio folle poteva concepire...e così è stato, ci ha regalato suoni ed emozioni che nessun'altro potrà regalare, ambientazioni e sensazioni che ci riuscirà difficile trovare in altre note. Questo è solo un omaggio, sgrammaticato e nostalgico, ad un simbolo che 41 anni e un giorno fa ci lasciò...ci lasciò a suo modo, dandoci la possibilità di continuare a sognare...e con i suoi versi e la sua voce vi lascio andare a questo percorso di sogno immaginario, un sogno "psichedelico".
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