domenica 30 settembre 2012

Juventus-Roma, molto più di una partita di calcio…



è cominciata così…
Ci sono giorni, mattine, sere in cui un racconto, un semplice resoconto di quella che effettivamente non è stata solo una partita di calcio non basta. Il calcio, in serate come quella che ha visto protagoniste ieri sera Juventus e Roma, non è solo uno sport, è qualcosa di sentimentale, un evento che riunisce, che mette contro due Italia. Un evento, pregno di significati, che in periodi storici come questo a volte unisce anche religioni, colori e territori in un solo simbolo. In serate come quella di ieri, vengono i brividi solo a pensarci, lo juventino si esalta, si sente il re del mondo ed effettivamente come potrebbe non esserlo?
Quattro gol rifilati ai rivali storici, al rivale per eccellenza, tre gol in pochi minuti e quel mondo del calcio, che tante volte ti ha attaccato, bistrattato e maltrattato, giustamente forse, questo sì, ma un mondo che ieri ha visto trionfare due colori: il bianco e il nero. Due colori storici, antipatici per virtù e per modo di essere. Il tifoso bianconero è antipatico perché vince e allora non c’è nessuna ragione al mondo per non essere più antipatici del solito quando il motivo è essere vincenti. D’altronde meglio essere antipatici e vittoriosi, che antipatici e basta…
Ieri il boemo proprio non si capacitava del crollo, chi l’avrebbe mai detto, quattro gol a uno. Un risultato zemaniano, appunto, peccato che questa volta di zemaniano abbia solo i 4 gol subiti. Pirlo, poi Vidal, addirittura Matri e Giovinco, che si riprende i cori dei drughi e alla faccia di tutte le critiche. Un Barzagli stellare, un muro che per certi versi ricordava il Barzagli rosanero: quello dei lanci dalla difesa da 40 metri. Una squadra che gira e fa girare la testa degli avversari e poco importa per quella macchia sul tabellone a fine partita… Ora Zeman potrà dire quello che vuole, ieri è caduto sotto il peso delle sue manie di protagonismo, sprecando, forse, un occasione in più per parlare con il risultato…

E allora giù con le critiche alla Juventus, perché,  se vince così, essere antipatici diventa un orgoglio…

sabato 15 settembre 2012

La storia di Eric Abidal, quando il mondo del calcio torna con i piedi per terra…


Il nazionale francese Eric Abidal, sottoposto a trapianto di fegato a primavera, è stato inserito nella lista di Champions League dal Barcellona. Operato al fegato trapiantato nel mese di aprile, dopo il tumore diagnosticatogli una prima volta nel 2011, il 32enne difensore blaugrana ha avuto un eccellente recupero fisico. Dimesso dall’ospedale nel maggio scorso, Abidal ha ripreso via via ad allenarsi tanto da assistere in panchina alla prima partita di Liga del Barcellona. Abidal ha giocato la sua ultima partita lo scorso 29 febbraio (Francia-Germania 2-1). Questa è una bellissima storia di calcio, una di quelle storie da raccontare ai nipotini. La storia di Eric Abidal e del Barcellona, una famiglia. Quando un’anno fa annunciò di avere un tumore nessuno avrebbe mai creduto che sarebbe tornato in campo, a marzo di quest’anno, quando finalmente si pensava fosse tutto passato, un nuovo comunicato del club, una nuova batosta:
Visto l’evolversi delle sue condizioni di salute, Abidal sarà sottoposto ad un trapianto di fegato nelle prossime settimane. Il trapianto è un’opzione che è stata considerata sin dall’inizio del trattamento un anno fa“. Queste le parole espresse dal profilo della squadra catalana, che fecero tornare alla mente il calvario a cui era già stato sottoposto il giocatore, il quale era scampato ad un tumore maligno proprio al fegato.
L’appoggio dei compagni di squadra fu immancabile, a partire dal capitano del Barcellona, Charles Puyol, il quale su twitter scrisse: “È stata una brutta sorpresa. Tutta la squadra gli sarà vicina e siamo sicuri che tornerà ancora a giocare, e sarà ancora più forte“. Sergi Roberto commentò così: “un grande, forza e coraggio ad Abidal, sicuro che andrà tutto bene!“. Pique, sempre sul social network cinguettante, elogiava il compagno: “Tornerà e lo farà come sempre, essendo il migliore! E’ un esempio per tutti!“. Anche Pedro fece sentire il suo appoggio morale ad Abidal: “Forza e coraggio amico. Siamo con te! Sei un grande esempio. Un abbraccio“.
A distanza di mesi  è tempo di tornare a combattere, questa volta sul campo, per Eric: fulgido esempio di come il mondo del pallone possa essere un esempio di vita, esempio di rinuncia al mero risultato, esempio di fiducia nell’uomo prima che nel calciatore. Il Barça di certo avrebbe potuto sostituire il terzino con un calciatore qualsiasi in questa campagna acquisti, ma ha scelto di distinguersi credendo in uomo che ha passato il momento più difficile della sua vita indenne e che ora potrà ritornare a calcare i campi da gioco rincuorato dalla fiducia che, compagni, dirigenza e allenatore, hanno posto in lui nei momenti più difficili. Certo, molti potranno interrogarsi su quanto di buono possa esserci in fondo a questa storia, ma i romantici del calcio preferiranno pensare che si tratta solo di una di quelle vicende che fanno girare il pallone nella direzione giusta…quella del cuore.

La tragica caduta dell'italico pallone


C’erano una volta Sivori, Rivera, Paolo Rossi, Platini, Gullit, Van Basten, Matthäus, Baggio, Weah, Ronaldo, Zidane, Nedved, Šhevchenko e Kakà… tutti rigorosamente vincitori di un pallone d’oro. Era il tempo del grande calcio italiano, ammirato all’estero per la qualità del gioco e dei suoi campioni, il tempo delle vittorie in Europa. Ben 18 palloni d’oro vinti da giocatori che hanno militato nella campionato italiano, primo posto per numero di vittorie a livello internazionale…questa era l’Italia vista da coloro che oggi ci criticano gonfiando il petto all’estero, dimenticando che restano sempre molte lunghezze dietro al pallone tricolore, che solo pochi mesi fa si ergeva sconfitto, ma pur sempre sul tetto d’Europa e pochi anni fa trionfava sul tetto del Mondo.
Classifica palloni d’oro per nazionalità del club
I trofei vinti da giocatori che nel corso dell’anno di conseguimento hanno giocato in più squadre vengono conteggiati al solo club di militanza al momento dell’assegnazione del premio.
La tabella è tratta da Wikipedia
Pos.NazioneTitoliClub
1bandiera Italia18Juventus (8), Milan (8), Inter (2)
2bandiera Spagna15Barcellona (9), Real Madrid (6)
3bandiera Germania9Bayern Monaco (5), Amburgo (2), Borussia MönchengladbachBorussia Dortmund (1)
4bandiera Inghilterra6Manchester United (4), BlackpoolLiverpool (1)
5bandiera Unione Sovietica3Dinamo Kiev (Bandiera dell'Ucraina Ucraina, 2), Dinamo Mosca (Bandiera della Russia Russia, 1)
6bandiera Cecoslovacchia1Dukla Praga (Bandiera della Rep. Ceca Rep. Ceca, 1)
bandiera FranciaOlympique Marsiglia (1)
bandiera Paesi BassiAjax (1)
bandiera PortogalloBenfica (1)
bandiera UngheriaFerencváros (1)

Questo potrebbe essere lo scatto d’orgoglio di un “pallonaro” che al calcio italiano ancora crede, che nonostante tutto il fango che ancora si continua a gettare sul mondo del pallone italico…ci crede ancora. Numeri alla mano il calcio italiano perde colpi, in una sola estate ha perso dei fuoriclasse, che da soli reggevano il confronto con le truppe dorate di arabici mecenati: Ibrahimovic, Thiago Silva e Del Piero per fare solo tre nomi di gente che ha fatto la storia del calcio, fuggiti o rifiutati da un calcio alla deriva che spera ardentemente di espiare le proprie colpe con processi falsati e verdetti incoerenti. “Si riparte dai giovani” si era detto, ma non è più il tempo dei ragazzi d’oro, per dirla all’italiana, i talenti al giorno d’oggi scappano in Francia alla ricerca di un esilio dorato, poco conta il blasone oramai. Poco conta che sul podio della squadre più titolate vi siano due italiane (classifica palloni d’oro ndr.). E’ finito il tempo dei top player: ora i top player si chiamano Llorente, Ze Eduardo e Pereyra…nomi gonfiati da giornalisti rassegnati.
E’ finito il tempo degli annunci lanciati in pasto a folle assiepate sotto famosi balconi. Oggi si lotta con bilanci che devono quadrare, lotte impari contro colossi impareggiabili. I grandi scappano dall’Italia, che ha perso la sua attrattiva, merito di un marciume assiepato tra i più insospettabili e insignificanti uomini. Oggi il grande calcio è colorato di blu, di rosso  e di giallo, con buona pace degli italici opinionisti e dei tifosi che ancora si aggrappano ai ricordi per paura di affogare nel mare dell’anonimato. Ma il calcio, si sa, è bello perché sorprende e chissà che l’italico pallone non ci sorprenda anche quest’anno…

mercoledì 22 agosto 2012

EMOZIONI BIANCONERE - Juventus, Conte: COLPEVOLE…


Poco fa sono state pubblicate le sentenze che vedono la conferma della sentenza di primo grado della disciplinare nei confronti di Antonio Conte, il tecnico bianconero. Dieci mesi che lo costringeranno a restare in tribuna,dieci mesi di sofferenza che fanno di un uomo che da sempre ha avuto come precetto la legalità, un colpevole. Antonio Conte unico capro espiatorio di un calcio marcio e malato, che non troverà pace dopo queste sentenze. Tante assoluzioni, tante conferme di sentenze, che fanno apparire questo processo, agli occhi degli addetti ai lavori e dei tifosi, una farsa. Dopo mesi di indagini, telenovela giudiziarie e servizi dei tg con giocatori uscenti in lacrime dalle procure, il risultato non cambia. Il calcio non ha espiato nulla con queste sentenze e a pagare pesantamente saranno davvero in pochi, vittime di un sistema giudiziario italiano incapace di punire, un sistema giudiziario vittima di se stesso, che ancora una volta si è limitato a rattoppare con condanne esemplari per pochi, lasciando al giudizio dei MEDIA i restanti “colpevoli”. E la colpevolezza di Conte va accettata, come recita un ritornello di moda in questo periodo di tribunali e processi, un soggetto non è colpevole fino alla sentenza del giudice, per questo da bravi e onesti cittadini ci atteniamo alle sentenze dei giudici. Antonio Conte è colpevole, con buona pace dei tifosi che lo avrebbero difeso anche se fosse stato colpevole di omicidio e le tarantelle giudiziarie lasciano il tempo che trovano.Ma Antonio Conte, colpevole lo era già, condannato dai tifosi rivali e dalle voci fuori dal coro di un Italia che, si sa, cerca i suoi colpevoli tra le pagine dei giornali e tra le parole di opinionisti improvvisati, ergendoli a vittime sacrificali di un sistema corrotto. La Juventus ora ricorrerà al TNAS, ma si ha tutta l’impressione che per 10 mesi il mister sarà relegato alla tribuna, lontano dai suoi calciatori, con lo sguardo triste di un uomo che nella giustizia ci ha sempre creduto e alla fine ne è rimasto vittima…
Le sentenze non si discutono, certo, ma neanche il pensiero libero di un tifoso comune va criticato, va anzi accettato per quello che è: ESPRESSIONE LIBERA DI UN EMOZIONE, che in queste ore, riempie le menti di questi ultimi di emozioni confuse miste a dubbi. Non ne vogliate al tifoso medio, che giudica con il cuore, non con il codice alla mano…
Rubrica a cura di Francesco Minervini - Mondocalcio.info - la voce dei tifosi

sabato 11 agosto 2012

Juventus, “emozioni bianconere” – storia di un numero dieci mai assegnato…

A poche ore dalla sfida di oggi contro il Napoli per la finale di Supercoppa italiana a Pechino, i pensieri vanno a quella maglia numero 10 che stasera non scenderà in campo. Certo, non è una novità, la tanto agognata maglia che l’anno scorso è stata per l’ultima volta sulle spalle dell’ex Capitano più volte non è scesa in campo, ma il sapere che in questa stagione non potremmo vedere un giocatore bianconero calcare il campo da gioco con il numero dei sogni fa un po’ di tristezza. Non è facile certo prendersi una tale responsabilità, arrivare in una Juventus priva di Del Piero è già difficile, ma prenderne addirittura il posto, il numero, la sua identità è una responsabilità che nessun giocatore ha voluto prendersi. E’ stata offerta a Pirlo, Vucinic, Marchisio e addirittura a Buffon, si era parlato del 10 a Giovinco a cui poi è andato il 12. Agli occhi del tifoso bianconero c’è solo un numero 10 e sarà difficile trovare un giocatore che se ne dimostri all’altezza in questa stagione. Il 10 non è solo responsabilità, il 10 è fantasia, storia, grandi numeri in una squadra come la Juventus e il fatto che alcun giocatore attualmente in rosa lo abbia scelto è un segnale forte che evidentemente tutto lo spogliatoio ha voluto dare: la 10 non si tocca o, almeno per un po’, resterà in armadietto e se allo schieramento della squadra  in campo i tifosi più romantici verranno colti da un po’ di magone sarà facile tornare indietro con la mente a quei numeri, a quelle gesta di un altro numero dieci, il numero 10 bianconero per eccellenza…


venerdì 27 luglio 2012

Storia di un tifoso: quando la colpa ricade sugli "innocenti"...



Questa è la storia di un tifoso deluso dal calcio, un tifoso che ama la squadra della sua provincia e segue i suoi calciatori come fossero i beniamini di una squadra da champions....
Come si temeva, ieri, le temute raccomandate della FIGC sono state recapitate alle prime luci dell’alba ai diretti interessati, società e calciatori, nessuno escluso. Avevamo parlato di tante possibilità e avevamo fatto diversi pronostici su come sarebbe potuta andare alla squadra biancorossa, ma come pronosticato responsabilità oggettivaè stata. Stare a discutere dei motivi, della rabbia che circonda l’ambiente sarebbe quasi inutile, ma come al solito“apparentemente” pagano sempre coloro che non c’entrano nulla: gli sbarbati…i giovani del nuovo corso di mister Torrente, un mister dalla “faccia pulita”, da lavoro sul campo, da sofferenza pura…un OPLITA, come definito dai suoi tifosi.
Come potevano non saperlo tutti gli altri: i dirigenti, la presidenza, tutti gli altri giocatori? Eppure tra tutti i calciatori di serie A e B, per ora, “solo” in 44 sono stati colpiti…dove sono tutti gli altri? Volete farci credere che per organizzare la sconfitta o la vittoria di una squadra bastino tre o quattro elementi?… Noi nn ci crediamo.
Queste le motivazioni del deferimento dei biancorossi da parte della Figc per gli incontri con Udinese, Cesena, Sampdoria, Palermo, Lecce e Bologna:
Per Udinese-Bari del 9/05/2010, deferita la Società BARI CALCIO S.P.A. “a titolo di responsabilità oggettiva, ai sensi dell’ art. 7, commi 2 e 4, e dell’art. 4, comma 2, C.G.S, per gli addebiti mossi ai propri tesserati sopra indicati (A.Masiello, S.Masiello, Belmonte, Parisi, Bonucci, ndr); con le aggravanti di cui all’art. 7, comma 6, C.G.S. della effettiva alterazione dello svolgimento e del risultato della gara nonché della pluralità degli illeciti posti in essere; 5 – deferita la Società BARI CALCIO S.P.A.,a titolo di responsabilità oggettiva, ai sensi dell’art. 4, comma 2, C.G.S, per gli addebiti mossi al proprio tesserato Andrea Masiello”.
Sono stati inoltre deferiti il direttore sportivo Guido Angelozzi e l’ex allenatore biancorosso Bortolo Mutti “per avere violato il dovere di informare senza indugio la Procura Federale della FIGC, omettendo di denunciare il tentativo di combinare il risultato della gara CESENA – BARI del 17.04.2011″.
Questo Bari, dei vari Sabelli, Sciaudone, Lamanna, Pena, Ristovski, Grandolfo, Altobello…cosa volete che c’entri con tutto questo?…perché dovrebbe pagare una squadra di persone che non c’erano nemmeno in quegli anni?
Tutti quesiti, i miei, che forse non troveranno mai risposta o che forse una risposta ce l’hanno, ma io sono troppo cieco per vederla o troppo stupido per capire…del resto cosa volete che ne capisca un semplice tifoso di queste cose? Il Bari verrà sicuramente penalizzato, 5-10-15 punti, chi lo sa? Cosa può saperne un tifoso da curva, con la sciarpa al collo, da birra e cori durante le partite? Un tifoso nella maggior parte dei casi è solo una vittima del sistema e alla fine a nessuno importerà se il tifoso biancorosso non vedrà la propria squadra in serie A l’anno prossimo, a nessuno importerà se la squadra di quel tifoso scenderà di categoria per colpa di quella penalizzazione…a nessuno verrà in mente di risarcirlo o di chiedergli scusa…
Ma un tifoso che a quelle partite c’era e ha visto tutto con i suoi occhi, ha pagato un biglietto per vedere delle combine non ha forse il diritto di essere risarcito? Non è forse stato truffato? Io questo mi chiedo e vi chiedo…forse sto sbagliando e il mio ragionamento si basa soltanto su castelli di carte, ma del resto è solo il mio pensiero…il pensiero di un tifoso medio…
...che faccia pure riflettere un immagine del genere!!!

martedì 24 luglio 2012

…per un pugno di euro!




Sabato sera si è giocato allo stadio San Nicola di Bari il trofeo Tim. Un campo da gioco “martoriato” e veramente ai limiti della giocabilità ha fatto da sfondo alle giocate dei vari campioni quali Vucinic, Quagliarella, Vidal, Asamoha, Boateng e Milito. Ieri Il tecnico della Juve ha visto cadere uno dopo l’altro i suoi campioni sotto “i colpi” dell’infausto terreno di gioco e ora i bianconeri rischiano di dover fare a meno per lungo tempo di Martin Caceres. Il difensore uruguaiano si è infortunato nel corso della partita contro il Milan e si teme una distorsione del ginocchio con interessamento dei legamenti. Nei prossimi giorni se ne potrà sapere di più. Anche Simone Pepe si è infortunato: per lui problemi muscolari alla coscia. Solo crampi invece per Mirko Vucinic.
Perché continuare a disputare tornei estivi in campi fatiscenti e privi di cura mettendo a rischio l’integrità di calciatori che valgono milioni e soprattutto sono determinanti per il prosieguo di una stagione? Per un pugno di “dollari?”…tutto questo non torna! Mettere a rischio una stagione per un torneo seppur così importante e di rito da anni ormai. Andare a ripercorrere la cronologia degli infortuni occorsi durante il periodo precampionato nel corso di amichevoli contro avversari improbabili e in paesi improbabili sarebbe un enorme lavoro, ma basti pensare all’infortunio di qualche anno fa di Buffon durante il trofeo Berslusconi, quando il “buon Silvio” offrì  Abbiati addirittura in prestito gratuito alla Juventus come parziale risarcimento.
La stessa storia ogni anno si ripete, con tournee estive che mettono a dura prova lo stato psico-fisico dei giocatori e che nulla hanno a che fare con la preparazione pre-campionato, che poi effettivamente si svolge al ritorno dal ritiro. Tutto questo avviene sempre e soltanto per “un pugno di dollari”. Ma vale davvero la pena rischiare una stagione per pochi soldi e qualche sponsor troppo esigente? Ne vale la pena se si rischia poi di fallire una stagione e perdere tutti gli introiti relativi ad essa?
…ai posteri l’ardua sentenza!

Le mie rubriche potete trovarle anche su www.mondocalcio.info e su www.tuttobari.com

mercoledì 4 luglio 2012

Un omaggio al Re Lucertola...



Parlo spesso di come interpreto il mondo, la mia opinione sulle opinioni altrui e la mia personale visione "alterata" delle cose. Mi piace scrivere, sebbene io non sia uno scrittore, è un modo per sfogarsi. Sarebbe bello essere abbastanza eruditi per poter fare una scrittura piena di citazioni famose ad effetto, ma purtroppo non ne conosco.
E' bello invece guardarsi intorno e scrutare gli avvenimenti, gli eventi che ti scuotono la vita e che comunque in un modo o nell'altro ti fanno pensare, riflettere su un passato che ormai non c'è più, un passato che però ancora influenza la realtà nella quale ci troviamo. Ieri ricorreva il quarantunesimo anniversario dalla scomparsa di Jim Morrison, leader dei Doors, poeta e un vero e proprio simbolo della rivoluzione degli anni sessanta. 
Beh i Doors mi sono sempre piaciuti ma per Jim Morrison ho sempre avuto un'ammirazione particolare, era lui l'anima selvaggia del gruppo, l'anima selvaggia di quegli anni. Con il suo stile di vita al limite, le sue esibizioni pazzesche in abiti di pelle sui palchi di tutto il mondo, le invettive e i monologhi rivoluzionari contro tutto ciò che rappresentava l'autorità e i fan in delirio che in stato di completa estasi provocavano danni incredibili. 

Ma parliamo di Jim Morrison, l'uomo che si definiva il Re Lucertola: "I'm the lizard King, I can do anything"...e si lui, Jim, faceva davvero di tutto fregandosene di tutti. Non era uno scapestrato come si può pensare, anzi era uno studente modello, un divoratore di libri e possiedeva una cultura letteraria incredibile.
Ed è stato dopo aver letto tutti quei libri, forse vittima della realtà visionaria descritta dai vari William BlakeFriedrich Nietzsche e Arthur Rimbaud suoi veri e propri numi tutelari, che è cambiato diventando l'animale selvaggio da palcoscenico, il leader che quasi mai riusciva a portare a termine i suoi concerti per le condizioni in cui arrivava sul palco.

Ma Morrison non era solo droga, ribellione e alcool. Morrison era un poeta:


 "La vera poesia non dice niente, elenca solo delle possibilità, apre tutte le porte, e voi potete passare per quella che preferite."


Ma non sono uno storico e questo è solo un excursus su tutto ciò che "il re lucertola" o "Dioniso incarnato" è stato nonostante tutto un simbolo per milioni di giovani che ora sono diventati adulti e tutt'ora rappresenta un idolo per i ragazzi che come me sono affascinati dalla musica di un tempo e non dalle mode e lo sarà anche per le generazioni future. Morrison con la sua voce suadente mista alle note del blues rock psichedelico originale delle tastiere di Manzarek e la chitarra di Krieger ha creato qualcosa di magico che ha appassionato e ancora appassiona e attrae. Quelle note quasi misteriose, misteri che Jim portò con se in quella notte del 3 luglio 1971 a Parigi. A lui è stata destinata una morte che sa di leggenda, molti storceranno il naso ma anche la sua morte ha qualcosa di magico e lasciatelo credere ad uno che vuol sognare, ad uno che ignora l'evidenza e crede nel sogno, ad uno che non vuol far caso ai vizi, alle trasgressioni esasperate...uno che vuole soltanto farsi cullare da quelle note dolci e da sogno, quelle note che portano lontano, in quei luoghi, in quei deserti psichedelici che solo la mente di un genio folle poteva concepire...e così è stato, ci ha regalato suoni ed emozioni che nessun'altro potrà regalare, ambientazioni e sensazioni che ci riuscirà difficile trovare in altre note. Questo è solo un omaggio, sgrammaticato e nostalgico, ad un simbolo che 41 anni e un giorno fa ci lasciò...ci lasciò a suo modo, dandoci la possibilità di continuare a sognare...e con i suoi versi e la sua voce vi lascio andare a questo percorso di sogno immaginario, un sogno "psichedelico".

«
 Sai quanto pallida lasciva e fremente
viene la morte a una strana ora
inattesa, imprevista
come uno spaventoso ospite più che amichevole che ti sei
portato a letto
La morte rende angeli tutti noi
e ci dà ali
dove avevamo spalle
lisce come artigli
di corvo
Basta denaro, basta agghindarsi
Questo regno sembra di gran lunga migliore
finché l'altra faccia rivela l'incesto
e la libera obbedienza a una legge vegetale
Non ci andrò
Preferisco una Festa di Amici
Alla Famiglia Gigante. »

(Jim Morrison)







lunedì 2 luglio 2012

Vivere alla giornata...finisce il sogno nazionale!

E già, non era questo il risveglio che ci aspettavamo questa mattina, dopo tante delusioni e aspettative mancate eravamo lì proprio ad un passo dalla vittoria... Si, lo so, non eravamo i favoriti ed è stato un puro miracolo (secondo molti) che la nostra nazionale sia arrivata in finale. Ma chi di noi, dopo la cavalcata trionfale tra alti e bassi e le vittorie sofferte e avvincenti contro gli inglesi e gli strafavoriti tedeschi, non nutriva grandi speranze?
L'italia, come ben sappiamo, è un popolo di poeti, pittori, filosofi ma è anche un popolo di calciatori, allenatori, critici e ipocriti e paraculo...si, ho detto ipocriti e paraculo! Non scriverò molto in questo post perché voglio prima di tutto proporre una riflessione sul nostro modo di essere, da un giorno all'altro si passa  dall'essere delle pippe di proporzioni bibliche a dei fenomeni, dall'elogio sperticato allo sbeffeggiamento cieco...in Italia si può essere eroi anche per un solo giorno e ritornare comuni mortali, se non peggio, il giorno dopo.


LE TAPPE GIORNALISTICHE DEL CAMMINO AZZURRO...IL GIORNO DOPO:

11 Giugno: dopo la partita contro la Spagna dei "Campeones" i quotidiani sportivi titolavano:

Ce la saremo mica tirata?


15 Giugno: dopo il pareggio contro la bistrattata Croazia ci si aspettava una facile vittoria e invece...cominciava il tormentone "BISCOTTO":

Una goduria per gli amanti dei frollini...



19 Giugno: dopo la vittoria contro l'ultima del girone per due a zero dopo aver sofferto per un tempo intero senza esser riusciti a metterla dentro:

La "mostra" dell'ovvio...


25 giugno: dopo la partita dominata contro gli inglesi, da cardiopalma, vinciamo "con un cucchiaio" ed è subito pallone d'oro per Pirlo e beatificazione per Prandelli...si sprecano gli aggettivi dal tono "giganteggiante!

La fiera dell'ipocrisia...


29 giugno: dopo una fantastica partita contro i favoritissimi tedeschi vinciamo con due super-gol del Bimbo-minchia Balotelli che da essere la pecora nera (ogni riferimento è puramente casuale) della squadra di Prandelli diviene EROE!

da notare che il Corriere ha una fantasia incredibile per i titoli...bah...


Anche i quotidiani non sportivi non si trattengono affatto...anzi...

La "culona" è la più tartassata...











2 luglio 2012: "fine di un sogno"...dopo una partita strapersa, stradominata dagli spagnoli e per rimanere in tema di stra aggiungerei straordinari, strafustigati, Stramaccioni, che non c'entra nulla ma va bene lo stesso ecco i titoloni. I quotidiani sportivi italiani sono umidicci, bagnati dalle lacrime dei nostri eroi...

I quotidiani italiani diventano dei fazzolettini...

Per questo vi ho proposto questo collage della prima pagina del GIORNO DOPO delle maggiori testate sportive italiane; dall'inizio alla fine di questa, a mio avviso, fantastica avventura azzurra che definire impresa (a sentire i pronostici pre-europeo) è poco... perché, checché ne dicano "loro", la nostra nazionale non è squadra da pronostici, la nostra nazionale vive alla giornata tra "altissimi alti" e "bassissimi bassi" come la maggior parte di noi italiani (e concedetemi questi sproloqui, dopo tutto siamo in Italia, no?) . La nazionale di calcio alla fine è lo specchio della realtà italiana in tutto e per tutto...



domenica 10 giugno 2012

10 giugno 2012: Spagna - Italia

Buon giorno o dovrei dire buon pranzo per chi si appresta a pranzare...oggi che giorno è? Ah già, è domenica 10 giugno 2012, giorno in cui salvo imprevisti di ogni tipo scenderà in capo la nostra "amata" nazionale contro i nostri cugini spagnoli.
Non posso certo dire che per le strade si vive lo stesso entusiasmo che si è sempre vissuto in occasione di queste manifestazioni; i ragazzini che giocano a pallone sono misteriosamente spariti, pochissime bandiere italiche e azzurre sventolano nei balconi e la gente è davvero disinteressata a questo euro2012...
Sarà perché in giro l'aria di crisi comincia a farsi ancora più pesante, la situazione si è aggravata ulteriormente quando la terra in Emilia ha cominciato a tremare provocando ingenti danni...diciamoci la verità, in un periodo così a chi frega dell'europeo? In molti sono concentrati sull'olocausto dei cani che si è consumato nelle nazioni ospitanti, migliaia di cani randagi sono stati trucidati e soppressi per dare l'immagine ai visitatori di due nazioni "pulite"...ora mi chiedo: "Può ritenersi "pulita" una nazione che stermina migliaia di cani per potersi definire tale? Beh, io non credo proprio..."
Due nazioni arretrate che hanno preso il treno per lo sviluppo aggrappandosi ad un europeo che ancora non è entrato nel vivo ma che sembra essere snobbato da tutti e odiato da molti...alcuni volevano fosse addirittura boicottato. Mi ricordo le serate e i pomeriggi di quel "lontanissimo" 2006 passate con gli amici a tifare a squarciagola Italia, a dimenarci, a gufare, a imprecare contro i vari Barone, Grosso & co...momenti in cui noi Italiani potevamo davvero sentirci italiani, stretti cuore a cuore identificati da una maglia che ha davvero poco di bianco, rosso e verde...
Ma è un'altra storia quella del colore azzurro delle divise che fa pensare comunque ad un paese che a volte disconosce la sua nazionalità...noi italiani che siamo davvero poco legati alla nostra bandiera, alle nostre tradizioni e alle istituzioni...ci si riconosce davvero poco in questa bandiera se non in momenti come questo.
Il momento della partita, momento in cui tutte le famiglie e gli amici si stringono davanti alla tv per tifare quei colori, uno dei pochi momenti in cui l'italiano medio si sente davvero orgoglioso e fiero di essere italiano...l'inno risuona nello stadio, nei salotti e nei bar e tutti si siedono concentrati a seguire il match...è davvero il momento per eccellenza in cui si respira l'italianità, riconosciamolo...
Nonostante le difficoltà della crisi e le catastrofi, oggi noi tutti, anche se con tono sommesso e magari meno entusiasmo degli altri anni, ci ritroveremo a tifare la nostra nazionale seduti in poltrona circondati da amici parenti; gioiremo, patiremo e imprecheremo insieme perché quando gioca la nazionale non ce n'è per nessuno, tutto il resto non conta...neanche i colori dei club...conta solo l'azzurro e quegli azzurri che uno spiraglio di luce a questa nostra Italia l'hanno sempre fatto intravedere.



forza azzurri...


mercoledì 6 giugno 2012

Zdeněk Zeman mi sta sul...

Se cerchi su google informazioni su Zeman, trovi di tutto. Chi non conosce "il boemo"? Ora, poi, è anche ritornato ad allenare una così detta BIG.
Mi sono ripromesso che avrei scritto in questo blog tutto ciò che non mi andava, tutto ciò che interferiva con la mia sfera personale.
 Zeman è una delle persone che a me proprio non va giù, con la sua aria da filosofo, tanto riverito e coccolato un po' da tutti quando è sulla cresta dell'onda, come in questo momento, oppure tanto odiato quando non lo è per le sue dichiarazioni ad effetto, per i suoi pensieri filosofici.
Può risultare antipatico un po' a tutti il Boemo, ma gli va dato atto che, un gioco come il suo, nessuno lo avrebbe immaginato prima della "comparsa" del Foggia dei miracoli. Zeman evidentemente ha il fascino dell'ipocrita sconfitto. Dando un’ occhiata alla voce Palmarés su wikipedia, ecco cosa ho visto rimanendoci sinceramente un pochino di merda: a parte un secondo posto con la Lazio nella stagione 1994/95 e un quarto posto con una Roma improbabile nel 97/98, i numeri sono stati impietosi: esoneri su esoneri, dimissioni in corsa e una vittoria contro il Real Madrid in un amichevole estiva con un Parma da serie B (esonerato anche lì dopo pochi mesi). 




qua qua qua...
Palmarès da allenatore:
-Campionato italiano di Serie C2: 1
  Licata: 1984-1985
-Campionato italiano di Serie B: 2
  Foggia: 1990-1991
  Pescara: 2011-2012



Non è mai stato un vincente, non ha mai vinto nulla di importante, eppure è considerato uno dei grandi allenatori del calcio italiano. E’ proprio vero che l'Italia non è un paese meritocratico, che basta così poco per diventare grandi. Di imprese ne ha compiute il vecchio Zeman, per carità, ma io me la prendo con coloro che lo considerano addirittura un santone. Per quanto mi riguarda Zeman è un grande tattico, nulla di più e può anche darsi che, in un certo qual modo, abbia rivoluzionato il calcio, ma dico la verità, quando lo vedo scagliarsi contro le grandi del calcio, contro la magistratura, contro gli errori arbitrali e lo vedo lì ad imprecare contro la sfortuna di essere stato vittima di un calcio fatto di complotti e "medicine", mi fa un po' la stessa impressione  suscitata da quei cani tenuti al guinzaglio per tantissimo tempo, che si "arrabbiano", diventano cattivi e con il tempo finiscono per mordere chiunque, anche coloro che gli hanno sempre dato da mangiare!
 Dopo l'ultima esaltante stagione al Pescara, lì nel silenzio, arrivato quasi in punta di piedi, lo avevo rivalutato, in quanto si è letteralmente caricato sulle spalle un gruppo di giovani talenti, alcuni sconosciuti, ha dato vita ad una cavalcata trionfale, che a meno di clamorosi ribaltoni giudiziari, permetterà al Pescara di ritornare nella massima serie come fece con quel "Foggia dei miracoli" di Rambaudi, Baiano e Signori... 
 Ha insegnato calcio Zeman in questa stagione, anche ai suoi avversari, a forza di vittorie nette, piene di gol... anche a quanti non piace una partita piena di gol e viva "alla Zeman"! Ha insegnato calcio ai suoi giovani, ha tirato fuori dal cilindro dei prestiti dei probabili futuri campioni come Insigne, Immobile, Verratti (promesse che si spera riusciranno a riconfermarsi).
 Ma poi che mi combini Zeman? Sul più bello,quando avevo rivalutato colui che disse: "Raramente mi capita di dire una bugia. Per questo mi sento solo. E' un mondo, il nostro, in cui se ne dicono tante.", te ne vai alla Roma? Torni dove tutto cominciò? Polemiche, sfuriate, migliaia di mozziconi di sigarette in quel periodo. Insomma, si, li avevi lasciati con una promessa, quel "tornerò" che riecheggiava da tempo a Trigoria e nelle orecchie dei malinconici romanisti e non; ma io, caro Zeman, seppure mi sei sempre stato sul...  ti ho sempre stimato come uomo di verità e quando, qualche giorno fa, ti sentì dire che avresti guidato quel manipolo di campioncini di provincia anche in serie A, ero tornato a sperare, a sperare che il calcio non fosse solo quello che si vede solo nelle aule di tribunale come in questi giorni,quel calcio fatto di scommesse, zingari e venduti.
 Poi la notizia del tuo ritorno alla Roma, " l'ultima chance " hai detto..."e per carità Zdeněk, chi lo mette in dubbio?!"... la tua ultima chance per vincere qualcosa, per lasciare un altra "ruga" nella memoria calcistica italiana. Ma per quanto mi riguarda non avrai più una chance per dimostrarmi che uomo credevo fossi. Forse mi dimostrerai che ho torto, forse cancellerai queste mie considerazioni a suon di dichiarazioni scottanti e gol direttamente dalla panchina della Roma, ma da lì caro Zdeněk è troppo facile, avrei preferito continuassi a fare "il boemo" dalla panchina del Pescara. Ma i sogni, si sa, son desideri e questo è solo il pensiero, condivisibile da molti forse, di un amante del calcio a cui stanno portando via tutto a forza di processi e arresti. Io non ci credo più in questo calcio malato.

martedì 5 giugno 2012

#chissene...

Sono sorpreso dal numero di persone che ha trovato il tempo di sbirciare questo blog, in cuor mio speravo che qualcuno leggesse le mie parole e adesso mi ritrovo qui a scrivere ancora...è quasi una droga, questo bisogno di scrivere, esprimere ciò che sento...
D'altronde com'è che si dice?..."Bene o male, purché se ne parli"...e così è stato! Mi sono piovute addosso critiche, rimproveri, apprezzamenti...ma la verità è che io quando ho creato questo blog, mesi fa, a tutto avrei pensato tranne che ad essere sulla bocca della gente. A questo punto uno si chiede "e allora perché?"... eh, bella domanda, perché?...beh in alcuni momenti della vita ti ritrovi pieno, pieno di cose da dire, ma non hai mai avuto il coraggio di farlo perché alle volte parlare alle persone che ami ti fa sentire sotto pressione, sotto la pressione di non voler deludere nessuno...di voler accontentare tutti, di non voler gravare sulle spalle di coloro che ti hanno sempre sorretto e quindi l'unico modo che riesce a farti sentire più leggero è quello di parlare liberamente ad un pubblico di sconosciuti o presunti tali, che non ti giudicheranno per quello che sei, ma per quello che stai scrivendo in quel momento...ti giudicheranno un analfabeta, un cretino, un perditempo...uno che non ha un cazzo da fare di meglio nella vita se non scrivere stronzate su un blog...
Ma come dice il titolo di questo post #chissene, chi se ne frega se qualcuno mi giudicherà un ignorante/analfabeta/cretino...io scrivo per me stesso, per esternare ciò che penso e lasciare le mie parole alla deriva, in balia della rete...lasciarle a coloro che magari in questo preciso istante si riconoscono in ciò che scrivo e che fanno parte del partito dei #chissene...chi se ne frega di tutto...di essere apprezzati, giudicati, criticati, sbeffeggiati...io non mi vergogno di ciò che scrivo, perché ciò che scrivo rappresenta ciò che sono ed io non mi vergogno di essere me stesso...
vago...
Il post di oggi lo si può considerare come lo sfogo senza ragione di uno che è stanco di doversi sottomettere ai giudizi della gente, stanco di preoccuparsi delle critiche...il post di oggi è un invito che faccio a me stesso, a credere in ciò che sono, in ciò che faccio senza preoccuparmi di quel che diranno loro...perché alla fine loro vivono la loro vita, io la mia.

lunedì 4 giugno 2012

Divagando tra mille puntini di sospensione...sono SOSPESO!

Rieccomi qui, dopo mesi e mesi senza proferire parola alcuna, "bloggamente" parlando...no, non voglio creare nessun nuovo linguaggio ne alcuna parola...anche perché in italiano non sono mai stato una cima...sebbene non ci sia mai stato bisogno di essere delle cime per scrivere qualcosa...
Ma veniamo a noi, sto divagando, come spesso accade mi perdo tra i miei pensieri e vago senza meta...parlo di cose senza senso e comincio a scrivere utilizzando una marea di puntini di sospensione!! In questi mesi ne sono successe di cose, tantissimi avvenimenti, hanno "percosso" la mia sfera personale e mi hanno influenzato in tutto... Amore, politica, radio, social network, lavoro, studio...
Che ve lo dico a fare sono riuscito in parte a realizzare ciò che era parte di un mio sogno, lavorare in radio, ora conduco una trasmissione in una radio locale con un mio grandissimo e incontinentissimo amico insieme ad altri due ragazzi e ad un "teneramente" soprannominato vecchiaccio. Collaboro con un settimanale locale, non in veste di giornalista, bensì di distributore di giornali...si si quasi come quei ragazzini che corrono in bici per le strade d'America lanciando i giornali dietro le porte...solo che le porte ultimamente me le sbattono in faccia e a farlo sono gli edicolanti; lo sapevate che i giornali non si vendono più? Neanche la gazzetta dello sport!!!...e ve lo dice uno che ormai ci vive in un giornale ed è a stretto contatto con gli odiosi e pigrissimi edicolanti...
La vita scorre fluida, qualche intoppo c'è sempre, in amore si sa periodi sì e periodi no...ma chi può fare a meno dell'amore quando ce l'ha a portata di mano?...credevo che me la sarei goduta quando ero un ragazzino...ma poi succede che incontri una ragazza che ti "spara" al cuore e ti sveglia da quel torpore, quel mondo irreale...si perché, l'amore secondo me, ti sveglia e ti riporta al mondo reale con degli sbalzi che a volte ti fanno sentire in paradiso, sulle nuvole...l'amore secondo ti fa capire chi sei e cosa puoi e devi fare per dare una "smossa" alla tua vita.
Si continua a studiare con meno voglia di sempre, con meno fiducia possibile su un domani lavorativo che a volte pensi non arriverà mai, ci si imbatte continuamente in annunci del tipo: "cercasi apprendista con esperienza"...ma ne vuoi di più? E io che da piccolo volevo costruire supercar mi ritrovo iscritto alla facoltà di economia, corso di laurea in marketing e comunicazione d'azienda, che ve lo dico a fare?...iscritto ad un corso di marketing in un paese in cui la gente crede che il marketing sia distribuire volantini pubblicitari...un sogno ipocrita, un desiderio di fuga; ma alla fine sempre qui rimango, ancorato a qualcosa di indefinito...io,  che ho sempre pensato di essere un menefreghista di prima categoria ma che non muovo un passo senza prima avere l'approvazione di tutti quelli a cui tengo...
E' un utopia la mia, questo voler portare aria fresca in una città in cui si respira smog...l'altro giorno sono uscito di casa e avevo il naso tappato da un tanfo assurdo...una città di 70000 persone in cui si riesce a malapena a respirare con il naso.
In questi mesi ho anche avuto la possibilità di cimentarmi in un avventura politica, ho addirittura ricoperto la carica di segretario di un movimento giovanile...si, volevo proprio capire come funziona questo mondo malato, questa CASTA...come la chiamano loro!!
Beh vi dirò, ho conosciuto un sacco di ragazzi che poi sono diventati miei amici... l'amara verità è che ho scoperto che già in dei giovani con meno di 20 anni c'è un senso di rassegnazione alla vita...molti di loro sono rassegnati allo schifo che ci circonda, il motto è: "tanto non si può cambiare niente...ormai!"
ORMAI??...PORCA VACCA!!...se i giovani come me sono già rassegnati e quelli non rassegnati sono in politica solo perché già in giovane età aspirano solo a qualche posto comunale o addirittura hanno già i loro interessi da portare "in amministrazione"...allora siamo a posto...allora siamo proprio a posto...
Il mio sogno di libertà, di rivoluzione, di miglioramento...si è rivelato essere solo un "sogno eretico"...

sospeso...

P.S. ma che sia chiaro...il mio è solo "il verbo" di un mammone che sta perdendo ogni speranza...