Se cerchi su google informazioni su Zeman, trovi di tutto. Chi non conosce "il
boemo"? Ora,
poi, è anche ritornato ad allenare una così detta BIG.
Mi sono ripromesso che avrei scritto in questo blog tutto ciò che non mi andava, tutto ciò che interferiva con la mia sfera personale.
Zeman è una delle persone che a me proprio non va giù, con la sua
aria da filosofo, tanto riverito e coccolato un po' da tutti quando è sulla
cresta dell'onda, come in questo momento, oppure tanto odiato quando non lo è
per le sue dichiarazioni ad effetto, per i suoi pensieri filosofici.
Può risultare antipatico un po' a tutti il Boemo, ma gli va
dato atto che, un gioco come il suo, nessuno lo avrebbe immaginato prima della
"comparsa" del Foggia dei miracoli. Zeman evidentemente ha il fascino
dell'ipocrita sconfitto. Dando
un’ occhiata alla voce Palmarés su wikipedia, ecco cosa ho visto rimanendoci sinceramente un pochino di merda: a parte un secondo posto con la Lazio nella stagione
1994/95 e un quarto posto con una Roma improbabile nel 97/98, i numeri sono stati impietosi: esoneri su esoneri, dimissioni
in corsa e una vittoria contro il Real Madrid in un amichevole estiva con un
Parma da serie B (esonerato anche lì dopo pochi mesi).
-Campionato italiano di Serie C2: 1
Licata: 1984-1985
-Campionato italiano di Serie B: 2
Foggia: 1990-1991
Pescara: 2011-2012
Non è mai stato un vincente, non ha mai vinto
nulla di importante, eppure è considerato uno dei grandi allenatori del calcio
italiano. E’ proprio vero che l'Italia non è un paese meritocratico, che basta
così poco per diventare grandi. Di imprese ne ha compiute il vecchio Zeman, per
carità, ma io me la prendo con coloro che lo considerano addirittura un
santone. Per quanto mi riguarda Zeman è un grande tattico, nulla di più e può
anche darsi che, in un certo qual modo, abbia rivoluzionato il calcio, ma dico
la verità, quando lo vedo scagliarsi contro le grandi del calcio, contro la
magistratura, contro gli errori arbitrali e lo vedo lì ad imprecare contro la
sfortuna di essere stato vittima di un calcio fatto di complotti e
"medicine", mi fa un po' la stessa impressione suscitata da quei cani tenuti al guinzaglio
per tantissimo tempo, che si "arrabbiano", diventano cattivi e con il
tempo finiscono per mordere chiunque, anche coloro che gli hanno sempre dato da
mangiare!
Dopo l'ultima
esaltante stagione al Pescara, lì nel silenzio, arrivato quasi in punta di
piedi, lo avevo rivalutato, in quanto si è letteralmente caricato sulle spalle
un gruppo di giovani talenti, alcuni sconosciuti, ha dato vita ad una cavalcata
trionfale, che a meno di clamorosi ribaltoni giudiziari, permetterà al Pescara
di ritornare nella massima serie come fece con quel "Foggia dei
miracoli" di Rambaudi, Baiano e Signori...
Ha insegnato calcio
Zeman in questa stagione, anche ai suoi avversari, a forza di vittorie nette,
piene di gol... anche a quanti non piace una partita piena di gol e viva "alla Zeman"! Ha insegnato calcio
ai suoi giovani, ha tirato fuori dal cilindro dei prestiti dei probabili futuri
campioni come Insigne, Immobile, Verratti (promesse che si spera riusciranno a
riconfermarsi).
Ma poi che mi combini
Zeman? Sul più bello,quando avevo rivalutato colui che disse: "Raramente mi
capita di dire una bugia. Per questo mi sento solo. E' un mondo, il nostro, in
cui se ne dicono tante.", te ne vai alla Roma? Torni dove tutto cominciò? Polemiche,
sfuriate, migliaia di mozziconi di sigarette in quel periodo. Insomma, si, li
avevi lasciati con una promessa, quel "tornerò" che riecheggiava da
tempo a Trigoria e nelle orecchie dei malinconici romanisti e non; ma io, caro
Zeman, seppure mi sei sempre stato sul...
ti ho sempre stimato come uomo di verità e quando, qualche giorno fa, ti
sentì dire che avresti guidato quel manipolo di campioncini di provincia anche
in serie A, ero tornato a sperare, a sperare che il calcio non fosse solo
quello che si vede solo nelle aule di tribunale come in questi giorni,quel
calcio fatto di scommesse, zingari e venduti.
Poi la notizia del
tuo ritorno alla Roma, " l'ultima chance " hai detto..."e per carità Zdeněk, chi lo
mette in dubbio?!"... la tua ultima chance per vincere
qualcosa, per lasciare un altra "ruga" nella memoria calcistica
italiana. Ma per quanto mi riguarda non avrai più una chance per dimostrarmi
che uomo credevo fossi. Forse mi dimostrerai che ho torto, forse cancellerai
queste mie considerazioni a suon di dichiarazioni scottanti e gol direttamente
dalla panchina della Roma, ma da lì caro Zdeněk è troppo facile, avrei
preferito continuassi a fare "il boemo" dalla panchina del Pescara.
Ma i sogni, si sa, son desideri e questo è solo il pensiero, condivisibile da
molti forse, di un amante del calcio a cui stanno portando via tutto a forza di
processi e arresti. Io non ci credo più in questo calcio malato.

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