Il nazionale francese Eric Abidal, sottoposto a trapianto di fegato a primavera, è stato inserito nella lista di Champions League dal Barcellona. Operato al fegato trapiantato nel mese di aprile, dopo il tumore diagnosticatogli una prima volta nel 2011, il 32enne difensore blaugrana ha avuto un eccellente recupero fisico. Dimesso dall’ospedale nel maggio scorso, Abidal ha ripreso via via ad allenarsi tanto da assistere in panchina alla prima partita di Liga del Barcellona. Abidal ha giocato la sua ultima partita lo scorso 29 febbraio (Francia-Germania 2-1). Questa è una bellissima storia di calcio, una di quelle storie da raccontare ai nipotini. La storia di Eric Abidal e del Barcellona, una famiglia. Quando un’anno fa annunciò di avere un tumore nessuno avrebbe mai creduto che sarebbe tornato in campo, a marzo di quest’anno, quando finalmente si pensava fosse tutto passato, un nuovo comunicato del club, una nuova batosta:
“Visto l’evolversi delle sue condizioni di salute, Abidal sarà sottoposto ad un trapianto di fegato nelle prossime settimane. Il trapianto è un’opzione che è stata considerata sin dall’inizio del trattamento un anno fa“. Queste le parole espresse dal profilo della squadra catalana, che fecero tornare alla mente il calvario a cui era già stato sottoposto il giocatore, il quale era scampato ad un tumore maligno proprio al fegato.
L’appoggio dei compagni di squadra fu immancabile, a partire dal capitano del Barcellona, Charles Puyol, il quale su twitter scrisse: “È stata una brutta sorpresa. Tutta la squadra gli sarà vicina e siamo sicuri che tornerà ancora a giocare, e sarà ancora più forte“. Sergi Roberto commentò così: “un grande, forza e coraggio ad Abidal, sicuro che andrà tutto bene!“. Pique, sempre sul social network cinguettante, elogiava il compagno: “Tornerà e lo farà come sempre, essendo il migliore! E’ un esempio per tutti!“. Anche Pedro fece sentire il suo appoggio morale ad Abidal: “Forza e coraggio amico. Siamo con te! Sei un grande esempio. Un abbraccio“.
A distanza di mesi è tempo di tornare a combattere, questa volta sul campo, per Eric: fulgido esempio di come il mondo del pallone possa essere un esempio di vita, esempio di rinuncia al mero risultato, esempio di fiducia nell’uomo prima che nel calciatore. Il Barça di certo avrebbe potuto sostituire il terzino con un calciatore qualsiasi in questa campagna acquisti, ma ha scelto di distinguersi credendo in uomo che ha passato il momento più difficile della sua vita indenne e che ora potrà ritornare a calcare i campi da gioco rincuorato dalla fiducia che, compagni, dirigenza e allenatore, hanno posto in lui nei momenti più difficili. Certo, molti potranno interrogarsi su quanto di buono possa esserci in fondo a questa storia, ma i romantici del calcio preferiranno pensare che si tratta solo di una di quelle vicende che fanno girare il pallone nella direzione giusta…quella del cuore.
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