C’erano una volta Sivori, Rivera, Paolo Rossi, Platini, Gullit, Van Basten, Matthäus, Baggio, Weah, Ronaldo, Zidane, Nedved, Šhevchenko e Kakà… tutti rigorosamente vincitori di un pallone d’oro. Era il tempo del grande calcio italiano, ammirato all’estero per la qualità del gioco e dei suoi campioni, il tempo delle vittorie in Europa. Ben 18 palloni d’oro vinti da giocatori che hanno militato nella campionato italiano, primo posto per numero di vittorie a livello internazionale…questa era l’Italia vista da coloro che oggi ci criticano gonfiando il petto all’estero, dimenticando che restano sempre molte lunghezze dietro al pallone tricolore, che solo pochi mesi fa si ergeva sconfitto, ma pur sempre sul tetto d’Europa e pochi anni fa trionfava sul tetto del Mondo.
Classifica palloni d’oro per nazionalità del club
I trofei vinti da giocatori che nel corso dell’anno di conseguimento hanno giocato in più squadre vengono conteggiati al solo club di militanza al momento dell’assegnazione del premio.
La tabella è tratta da Wikipedia
| Pos. | Nazione | Titoli | Club |
|---|---|---|---|
| 1 | 18 | Juventus (8), Milan (8), Inter (2) | |
| 2 | 15 | Barcellona (9), Real Madrid (6) | |
| 3 | 9 | Bayern Monaco (5), Amburgo (2), Borussia Mönchengladbach, Borussia Dortmund (1) | |
| 4 | 6 | Manchester United (4), Blackpool, Liverpool (1) | |
| 5 | 3 | Dinamo Kiev ( | |
| 6 | 1 | Dukla Praga ( | |
| Olympique Marsiglia (1) | |||
| Ajax (1) | |||
| Benfica (1) | |||
| Ferencváros (1) |
Questo potrebbe essere lo scatto d’orgoglio di un “pallonaro” che al calcio italiano ancora crede, che nonostante tutto il fango che ancora si continua a gettare sul mondo del pallone italico…ci crede ancora. Numeri alla mano il calcio italiano perde colpi, in una sola estate ha perso dei fuoriclasse, che da soli reggevano il confronto con le truppe dorate di arabici mecenati: Ibrahimovic, Thiago Silva e Del Piero per fare solo tre nomi di gente che ha fatto la storia del calcio, fuggiti o rifiutati da un calcio alla deriva che spera ardentemente di espiare le proprie colpe con processi falsati e verdetti incoerenti. “Si riparte dai giovani” si era detto, ma non è più il tempo dei ragazzi d’oro, per dirla all’italiana, i talenti al giorno d’oggi scappano in Francia alla ricerca di un esilio dorato, poco conta il blasone oramai. Poco conta che sul podio della squadre più titolate vi siano due italiane (classifica palloni d’oro ndr.). E’ finito il tempo dei top player: ora i top player si chiamano Llorente, Ze Eduardo e Pereyra…nomi gonfiati da giornalisti rassegnati.
E’ finito il tempo degli annunci lanciati in pasto a folle assiepate sotto famosi balconi. Oggi si lotta con bilanci che devono quadrare, lotte impari contro colossi impareggiabili. I grandi scappano dall’Italia, che ha perso la sua attrattiva, merito di un marciume assiepato tra i più insospettabili e insignificanti uomini. Oggi il grande calcio è colorato di blu, di rosso e di giallo, con buona pace degli italici opinionisti e dei tifosi che ancora si aggrappano ai ricordi per paura di affogare nel mare dell’anonimato. Ma il calcio, si sa, è bello perché sorprende e chissà che l’italico pallone non ci sorprenda anche quest’anno…

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